Ennio Bonilauri è editore e direttore di Foodmeat, rivista da lui fondata nel 1997 dedicata alla filiera agroalimentare delle carni e dei salumi. Attraverso le sue bellissime parole scopriamo qualcosa di più sul Galles!

1. Ennio, la tua rivista è una delle poche in Italia dedicata interamente al mondo della carne. Quali sono le responsabilità di comunicare un prodotto che rappresenta cultura, tradizione e imprese del nostro territorio, ma che molto spesso viene coinvolto da scandali o attaccato da una comunicazione 'anti-carne' ?

R. Per coloro che operano nel campo dell’informazione nel comparto delle carni, dei salumi e in generale dei prodotti di origine animale, le responsabilità sono tutte racchiuse in un unico modo di comportamento. Correttezza nella comunicazione. Entrando nel particolare, significa usare trasparenza e raccontare la storia di un prodotto nella sua realtà, nelle sue tradizioni e nella sua cultura. Significa raccontare un mondo rurale che si è trasformato in un valore economico e industriale, creando occupazione, certezza nella salubrità, nei passaggi di filiera e nella sicurezza sanitaria, imposte dalle normative europee nel merito della lavorazione e del confezionamento, pur mantenendo le ricette artigianali che hanno originato il prodotto.

Significa invitare tutta la filiera delle carni e dei salumi a mantenere un rigoroso rispetto per le richieste e le esigenze del consumatore moderno.

Significa confrontarsi anche con altre tendenze di consumo, con gli aspetti filosofici ed emozionali che possono influenzare il consumo di carne o di prodotti trasformati. Ma sempre in un perfetto equilibrio e buon senso: cercando conferme dalla ricerca, dal mondo scientifico e dalle innovazioni che la tecnologia mette a disposizione.

Significa rispetto reciproco verso quei consumatori che scelgono altri regimi alimentari, ma nel medesimo istante pretendere un’analisi completa sui valori nutrizionali di ogni alimento, consigliando un approccio onnivoro nella propria dieta alimentare, fuori da ogni visione ideologica.

2. Parliamo di Galles, hai visitato diverse volte questo paese: cosa ti piace e cosa ti colpisce di questa terra e della sua gente?

R. Il Galles!!! Che dire del Galles. Una terra meravigliosa, baciata dalla natura. Anzi sembra proprio che la natura sia nata in Galles, che lì trovi la sua dimensione più reale, più fantasiosa, più affascinante. Il panorama gallese non è mai scontato. La giornata può iniziare con un bel sole, poi qualche nuvola passeggera (e ne passano tante, quasi a ricorrersi) che riversa una pioggia improvvisa; ma non è finita, può arrivare anche un vento vigoroso dalle coste del Mare del Nord, sempre in una freschezza salutare che rende il territorio incontaminato, rigoglioso, prospero, vitale. Una bellezza che crea passione e allegria.

Tutte caratteristiche che si riverberano sulla popolazione del Galles. Gente passionale, allegra, ospitale, orgogliosa della propria terra e della propria cultura, che insieme alle antiche tradizioni rurali rappresentano da sempre uno dei pilastri economici di maggiore importanza del paese. Le bellezze naturali del Galles, protette da tre parchi nazionali, e la grande vocazione per l’agricoltura e l’allevamento sono gli aspetti di maggior richiamo per chi voglia fare un turismo immerso nella natura.

A quelle latitudini la fretta non esiste, lo stress è sconfitto e gli occhi con calma possono godersi uno spettacolo di paesaggi naturali.

3. Da esperto del settore, quali sono gli aspetti caratteristici dell'Agnello Gallese? Come preferisci mangiarlo o cucinarlo?

R. Quando si arriva in Galles, la prima cosa che balza agli occhi sono colline e terreni colmi di agnelli o bovini al pascolo. Una distesa di migliaia e migliaia di agnelli che pascolano liberamente all’aria aperta. Una vita alimentare a base di erba, in abbondanza, e della freschezza di qualche goccia di pioggia. Con questi ingredienti naturali, le carni dell’agnello gallese non possono che essere ricche di gusto, sapore e salubrità. Il marchio IGP ottenuto dall’Unione Europea garantisce maggiore qualità, provenienza e filiera produttiva.

Preferisco sempre mangiare le carni d’agnello gallese al ristorante, dove sia presente uno Chef preparato che sappia esaltare le caratteristiche nutrizionali dei diversi tagli da assaggiare. Scelgo le costolette d’agnello, oppure un cosciotto o la spalla che sono i tagli più teneri e gustosi.

Se invece devo cucinare costolette o cosciotto, scelgo il forno, senza però mai rinunciare a una grigliata con amici, quando si presenta l’occasione.